PROF. GIAMMARCO PUNTELLI – Critico e storico dell'arte

ANDREA PRANDI E L’ARTE RIVELA FRAMMENTI DI INFINITO

Si è filosofi non solo scrivendo libri o tramandando oralmente i propri insegnamenti, lo si può essere anche e soprattutto nell’arte, rivolgendosi a un pubblico per il quale l’immagine è necessaria documentazione emozionale, per una comprensione diversa e più profonda. Ecco che l’arte cambia il proprio approccio e diventa veicolo per un pensiero diverso: l’osservare qualcosa che non abbiamo mai visto e magari da un’altra prospettiva. Per fare ciò occorre non solo un talento naturale ma anche l’accettazione non passiva di una sentenza all’operare creativo, narrativo, originale, con inediti teoremi da dimostrare e postulati da illusionisti, gli unici necessari per camminare sulle pietre, per nulla simmetriche e stabili, di una ricerca che ha come meta l’infinito senso del mistero fra ciò che non conosciamo e non possiamo conoscere, e ciò di cui vorremmo la percezione. Andrea Prandi è l’autore di una delle ricerche più difficili, convincenti e ben fatte che l’arte contemporanea italiana possa proporre, soprattutto in un panorama internazionale. Artista che frequenta più “tavoli da gioco” e laboratori di ricerca, nei quali ritroviamo, in tutti, un senso profondo e non fenomenico, persino in quello pop che lui converte a riflessioni psicologiche e sociali. Fra questi il tema dominante dell’attuale ricerca è rappresentato dal tentativo di svelare, il più possibile, il mistero della vita, sia come archè sia come presenza di missione dell’Essere stesso. Ci ricorda il suo operato un frammento del poema di Parmenide nel quale “lo stesso è pensare ed essere” e, proprio per questo, Prandi lavora attraverso l’unica via filosoficamente possibile e con la sua arte ci fa sbirciare, regalandoci frammenti dell’infinita forza ed emozione del mistero della vita. In lui troviamo un inedito non dialogo ma una condizione di simbiosi tra una spiritualità, presentata attraverso un linguaggio elegante e discreto, e il modo di procedere di una scienza che è manifestazione del pensiero al servizio della scoperta. Compie questi piccoli grandi miracoli attraverso più processi artistici e come wizard and illusionist costruisce ciò che è, facendoci percepire l’essenza e l’emozione di ciò che non si può conoscere. E questo continuo rimando fra l’apparire dell’arte e l’essenza di ciò che è celato, favorisce la comprensione di un pensiero segreto. Ecco lo stupore, diventato meraviglia, osservando la grandezza dell’Essere e della vita. Così nasce un approccio antropologico e filosofico nell’arte che abbatte i confini delle varie attività artistiche e il senso della creatività diventa senso della scoperta, dove la rappresentazione è solo riflesso e mezzo di ciò che non possiamo diversamente osservare. Andrea Prandi, attraverso la propria capacità, creatività e talento, ci svela frammenti di sapienze e di natura, danzando più volte sui confini che apparentemente dividono la scienza dal sentire spirituale. “Il dubbio è l’origine della saggezza”: come Cartesio fonda un edificio del sapere attraverso la messa in discussione di alcune realtà, intrecciando creatività e premesse tecnico scientifiche. È pittore, è scultore, artista concettuale: il suo viaggio, verso la scoperta, prende a piene mani da quelle capacità tecniche maturate in modo esemplare, confermando il compito che l’artista oggi può sviluppare le proprie tesi attraverso il libero uso di più espressioni. E Prandi lo fa in modo spettacolare. La chiave per aprire la coscienza e favorire consapevolezza è custodita nell’emozione, interrogata attraverso creazioni inedite e spettacolari, opere che Andrea Prandi realizza con processi precisi, faticosi e lunghi, testimoniati da filmati. La sua, anzi, le sue tecniche, diventano così quella “cassetta degli attrezzi” che serve per aprire mente, cuore e spirito ad un sapere che dall’emozione e dal dubbio porta ad una nuova presa di coscienza. Andrea Prandi, con la sua ricerca, è autore di romanzi, di saggi filosofici, di dialoghi emozionali fra lo spirito e la conoscenza acquisita, per approdare, da pioniere, in quelle lands nelle quali l’uomo vive una realtà nata dalla sua capacità visionaria.