DOTT.SSA AZZURRA IMMEDIATO – CRITICO E STORICO DELL’ARTE

“L’EMOZIONE DI UN ATTIMO ATTRAVERSO UN SOLO ISTANTE… L’OPERA D’ARTE.”

Attraverso queste parole, l’artista Andrea Prandi si presenta. In modo aforistico, in un certo qual modo, per mezzo di pochi e significativi termini, esprime, con un concetto, l’essenza della propria volontà artista. Ma come si cattura l’emozione di un istante? Qual è il modo, il linguaggio, il medium più adatto a cristallizzare ed eternare un momento di vita esperito, un pensiero, un sentimento? Non è semplice decidere, scegliere perché, in verità, non esiste un unico modo. L’arte, che ha l’incredibile potere di travalicare tempo e spazio, permette di giungere all’essenza della vita mediante forme diverse. In tale eclettismo ontologico, si inserisce pienamente l’intera parabola artistica di Andrea Prandi, il quale, sin dalla sua formazione, ha creato per sé un bagaglio culturale estremamente poliedrico, che spazia dalla pittura alla scultura, all’illustrazione, ma continua con l’arte digitale, il design mentre in parallelo percorre la strada della sceneggiatura e della regia. Tale molteplicità la dimostra anche al pubblico della Galleria Farini Concept, dove, in occasione della mostra concorso Arte a Palazzo – Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Fotografia, Andrea Prandi presenta tre opere da cui emergono tutte le differenze di linguaggi entro cui si muove. Le Quattro Stagioni dell’Anima è una elaborazione fotografica, Origine è una scultura e Sistema, un dipinto ad olio. Queste tre differenti prove mostrano quanto il Prandi sia in grado di spaziare tra linguaggi eterogenei, mettendo in scena una differenziazione tipica dell’arte, che è quella di osservare il mondo, l’uomo, gli abissi e le superfici e trarne una visione altra, spesso celata al quotidiano. Se il fruitore si sofferma ad analizzare le tre opere saprà coglierne il trivio da esse tracciate. E’ lo stesso Prandi ad affermare “Sono convinto che la vita sia molto più magica di quanto siamo abituati a pensare“, il che induce ad un modus operandi che fa della trasversalità il proprio vessillo. I tre lavori appartengono a due collezioni: il dipinto Sistema e la scultura Origine afferiscono alla serie intitolata I Misteri dell’Universo, in cui Prandi missa le teorie sull’origine del cosmo sino a giungere alla filosofa metafisica dell’ aldilà. Nella fusione di arte e scienza, prendono corpo le opere dì questa collezione, che differiscono per tecnica, linguaggio formale e scelte figurative, ma seguono tale complesso fil rouge ontologico. Questa serie segna le tappe un percorso che l’uomo osserva, vive e attraversa e mediante il quale può interrogarsi sui grandi quesiti dell’universo. Altro discorso va fatto per la serie di fotografie Le Quattro Stagioni dell’Anima, in cui, oltre alla originalità della tecnica – si tratta di fotografie immerse nella resina – Prandi affronta l’evoluzione tramite intimità di corpi nudi, che mutano, in questo caso, in parallelo con le stagioni. Così, le descrive l’artista medesimo: AUTUNNO: PERCEZIONE SPAZIALE. La percezione dell’incedere del tempo fa prendere coscienza all’anima dello spazio che la imprigiona. INVERNO: ROTTURA SPAZIALE. Per quanto l‘anima possa accanirsi contro la parete invisibile che ne soffoca il respiro, non può fare altro che scalfirne la superficie. PRIMAVERA: SUBLIMAZIONE SPAZIALE. Solo quando l’anima ritrova se stessa può percorrere l’unica via in grado di mutare il mondo che la circonda. ESTATE: PENETRAZIONE SPAZIALE. Valicare la parete invisibile significa per l’anima mettersi integralmente a nudo e camminare per mano con il proprio destino. Un caleidoscopio di idee, intuizioni ed ispirazioni che mostrano l’affezione dell’artista per uno sperimentalismo che segna un continuum, un lavoro che indaga, scava nelle profondità non ancora scandagliate alla ricerca, ultima, di quell’emozione dell’istante che è racchiusa nell’atto epifanico e si ripete, miracolosamente, nella fruizione del pubblico.