DOTT.SSA ENRICA PASQUA - CRITICO E STORICO DELL'ARTE

NELL’EMOZIONE DI UN ATTIMO

Anime, dipinti, installazioni, illustrazioni… tutto questo è andrea prandi, un vero e proprio big bang ed universo di capolavori partoriti da un’artista decisamente poliedrico ed eclettico che gioca ed abilmente inventa innumerevoli espressioni artistiche di natura diversa, sia nell’essenza che è pensiero puro, come nella forma che è linguaggio dell’arte. Visioni “spaziali” e quasi magiche invadono il suo repertorio e la passione per il mistero, che ne è sottesa, costella quasi tutte le opere rendendole ancora più suggestive. L’importanza per l‘ignoto e il non detto prende il sopravvento nella serie “i misteri dell’universo” dedicata ad uno dei simboli e monumenti più importanti e studiati della storia, le piramidi, affiancati da opere scultoree e pittoriche che approfondiscono le grandi domande dell’uomo. Big bang, sistema, origine, angelo o demone realizzati con materiali e tecniche profondamente diverse, parlano, tuttavia, lo stesso linguaggio, comunicano la stessa intenzione di svelare i grandi misteri della vita. L’universo è un luogo enigmatico e al tempo stesso magico e affascinante nella concezione artistica di andrea prandi che si affaccia alla realtà delle cose con positività ed ottimismo, con la stessa volontà di giocare e sperimentare che elabora nelle proprie opere, talvolta scomponendole, altre ricomponendo le loro parti come nel puzzle della vita. Anche il cinema prende il sopravvento in un determinato periodo della sua produzione in cui l’artista sente il bisogno di fermare i ricordi delle pellicole che in lui, poliedrico e instancabilmente curioso, hanno suscitato emozioni forti a partire da “2001: a space odyssey” fino a giungere ad opere dal titolo inequivocabile come “the matrix”. Il suo estro, tuttavia, non finisce qui, ma continua in una serie tanto più attuale, ispirata agli anime, celebri cartoni animati giapponesi conosciuti in tutto il mondo che egli riproduce rivelando un’ottima ed abile manualità nella precisione del segno, nella definizione delle forme, dei colori, delle espressioni dei volti, estremamente comunicativi ed esasperati nei gesti e nella concezione del dolore in linea con la tradizione pittorica nipponica. In questo susseguirsi di opere “profane” sorprende e stupisce la presenza di un classico “cristo crocifisso” sacro nella tematica e riprodotto da velasquez seguendo i tradizionali canoni accademici. La fantasia, in tal caso, non è la protagonista dell’opera ma dà voce e spazio alla fedeltà riproduttiva del soggetto ed è accompagnata da un accurato studio del passato e dei classici. L’ artista, nel suo evolversi, eredita inoltre spunti e suggerimenti creativi dalle principali correnti artistiche del ventesimo secolo. Ciò risulta in particolare in “angelo o demone” presente in  “art  in mind”  (londra maggio 2014) dove l’eco all’espressionismo è evidente e forte. Tutto ciò dimostra che essere artista significa, ancora oggi,  saper comunicare attraverso molteplici linguaggi e forme, e saper spaziare, con la stessa padronanza e abilità manuale e concettuale dalla scultura alla pittura, alla grafica, al disegno, reinterpretandoli continuamente a seconda del processo storico e del momento in cui l’autore sta vivendo con la consapevolezza che, nella vita,  ogni istante di creazione e di ispirazione va fermato “nell’ emozione di un attimo”.