L’Anima in Fiore

INSTALLAZIONE CINETICA E VIDEOARTE 215 X 215 CM | 2017 |

down

Ero addormentata al margine dell’invisibile,
dentro e fuori di me,
cercavo una strada da intraprendere, soltanto per poter esistere

Tutta la vita in un fiore. In un incedere elegante che sembra essere eco di un antico corteo iconografico, le figure sfilano all’interno di una complessa installazione che manifesta, attraverso un progressivo disvelamento, l’importanza della consapevolezza del momento presente e delle sue potenzialità, all’interno di un mondo in cui la bellezza pare mantenere intatto il suo carattere fugace, e gli abitanti, afflitti da caducità e incostanza, fatichino a preservare la propria intimità emotiva senza compromessi. Fin dall’antichità, le immagini delle quattro stagioni hanno scandito il tempo della vita dell’uomo, avanzando inesorabili e veicolando il concetto di un tempo fuori dal tempo, ciclico, di cui la Natura sembra essere l’unica sovrana. Quattro le Stagioni, i punti cardinali, gli elementi,  le fasi lunari, gli Evangelisti, i Cavalieri dell’Apocalisse, le arti liberali del quadrivio e, secondo le antiche tradizioni, le regioni del mondo, i venti, i fiumi che lo attraversano. Dai pavimenti alle vetrate, dalle facciate alle strutture architettoniche, il numero 4 e i suoi multipli si affacciano per ricordare all’uomo la sua dimensione terrena, i suoi limiti, la sua fragilità. Prandi si affaccia sul margine di questa tangibile evidenza numerica per mettere in luce le corrispondenze tra l’uomo e l’universo e, come in un elaborato microcosmo, rintracciarne e indagarne l’originario rapporto. La ricerca artistica e concettuale di Prandi sposa nel cortometraggio “L’anima in fiore” l’indagine visiva e cinetica. L’opera d’arte, attraverso il movimento di cui è pervasa, coinvolge attivamente i sensi di chi osserva, attivando una situazione del tutto immersiva e favorendo il riemergere di emozioni da rielaborare in base al proprio vissuto. Il video focalizza l’attenzione sulla possibilità evolutiva da parte dell’uomo, che spesso si sente privato di una libertà di cui invece dispone; esso esorta a introiettare il contenuto e a farlo proprio, compiendo uno sforzo immaginativo fecondo di possibilità. Le stagioni si fanno espediente narrativo, risposta a una vocazione interiore che non appartiene solo all’artista ma a qualsiasi uomo in grado di operare delle scelte. Racchiuse nella corolla di un fiore ancora chiuso, le fasi della vita progressivamente rivelano i propri segreti; quattro petali si trasformano in otto, invitando chi guarda a riflettersi simbolicamente nella scomposizione di sé stesso, affrontando la distorsione del conosciuto; seguono la primavera e l’estate, che mostrano la struttura iconografica di un atomo quantistico, sintesi della connessione e dell’interazione tra l’anima e la materia. All’interno, il cortometraggio narra il processo evolutivo che l’anima compie per entrare in contatto con la sua parte più intima e vera, un viaggio onirico che prospetta all’osservatore le sue recondite possibilità. L’umanità, davanti a una parete invisibile e apparentemente invalicabile, è chiamata alla comprensione di quattro momenti stagionali dalle diverse sfumature emozionali, corrispondenti ad altrettanti significati. L’autunno porta con sé la comprensione, l’inverno il rifiuto, la primavera il credere, l’estate il vivere. La barriera si fa progressivamente confine, margine, soglia. Anime bambine si ritrovano adulte, incapaci dapprima di scegliere, di mutare il proprio orizzonte, poi un cambiamento sopraggiunge, nel momento coincidente con la piena consapevolezza. È l’introspezione la via per una rivelazione che sia raggiungimento del sé più profondo, ci dice Prandi: la realtà può cambiare: il mondo può ancora essere nelle mani dell’uomo, quando l’anima di questo si rammenti di essere frammento infinito dell’universo che lo sovrasta. Attraverso le suggestioni proposte dall’artista, ciascuno è invitato a ripercorrere le proprie, in una sorta di flashback futuristico che, attraverso più livelli emozionali, guidi la vita di ciascuno nella giusta direzione: quella del continuo cambiamento.

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